giovedì 24 maggio 2012

Studio Bertjan Pot



Quando qualcuno usa ago e filo, ma invece di vestiti produce opere d'arte, io mi esalto e non resisto dal parlarvene subito. Non mi ricordo nemmeno come e dove ho scoperto questo lavoro, forse durante la settimana del design milanese qualcuno ne ha parlato da qualche parte. Bertjan Pot è un designer olandese e giovane, definito uno specialista della sperimentazione, perchè usa materiali strani e anche tecniche di produzione non convenzionali. Credo che al momento sia già piuttosto famoso, per via delle lampade fatte di rete o delle sedie fatte di fili. Io voglio farvi vedere le sue maschere che trovo siano bellissime, ironiche e angoscianti, un pò psichedeliche e surreali, una interessante reinterpretazione delle tradizionali maschere africane, realizzate con corde colorate e nylon.  





Questo è il link al suo sito http://www.bertjanpot.nl/ 
ci sono molte cose interessanti da vedere.

La tradizione africana dice che chi indossa una maschera abbandona la propria identità e viene trasformato nello spirito che la maschera rappresenta. Costui mette così in collegamento le persone di un villaggio con le proprie divinità. Danze e riti si svolgono spesso durante la celebrazione di matrimoni, funerali o feste di vario genere.*
Non so voi ma io sono sempre stata molto affascinata da tutto questo, nonostante mi faccia anche paura. 



* Propiziare significa fare in modo che Dio operi a nostro vantaggio, sia a noi favorevole, che sia contento di noi.



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