sabato 15 marzo 2014

NESSUNO E' DAVVERO IMBRANATO.. .. parola di VENDETTA UNCINETTA



Vendetta Uncinetta è un progetto che si rivolge agli amanti dell'handmade, compresi quelli che sembrano non esserci per niente portati. Gaia Segattini pensa infatti, e giustamente, che la creatività non è appannaggio di pochi ma che, al contrario, l'arte del fai da te  va  semplicemente coltivata con passione e convinzione, che tutti si possono appropriare delle tecniche tradizionali di lavorazione  e che le cose si rivelano spesso essere più semplici di quello che si credeva. Gaia è Fashion designer, blogger, insegnante di Design al Poliarte di Ancona e ideatrice appunto del progetto Vendetta Uncinetta. Lei stessa racconta di essere stata convinta per anni di essere negata per i progetti craft, poi capisce che il segreto non è altro che la perseveranza  e si ritrova dopo anni portavoce di un vero e proprio movimento e finisce a girare l'Italia in lungo e in largo tenendo workshop di manualità per adulti e bambini. Quello che più mi piace  di Gaia, se posso dirlo, è la sua ironia e la sua insaziabile curiosità, sento in lei una forza sincera, una voglia sana di dare vita ad una piccola rivoluzione, e trovo che più che mai questo sia il momento giusto per farsi coraggio e provare ad ascoltare i suoi consigli, per iniziare a  credere che tutti possono farcela a sviluppare il proprio progetto, le proprie idee, i propri sogni. .. perchè un altro mondo è davvero possibile !! 
A novembre è uscito il primo libro di Gaia Segattini, Rinnova il tuo guardaroba, tante idee semplici, creative ed economiche. Edizioni Gribaudo € 16.90


Consiglio questo libro a tutti coloro che sono alla ricerca di idee fresche e alla portata di tutti per divertirsi a stimolare la propria manualità e per dare un tocco di allegria alle vecchie cose che giacciono da tempo abbandonate nell'armadio. .. insomma creatività e riciclo per riacquistare serenità, perchè non c'è niente che ci da più soddisfazione del poter dire "questo l'ho fatto io!".
W l'handmade e forza alla vendetta uncinetta!!!!

PACK YOUR BAGS

Qualche domenica fa sono andata a Dresda per partecipare ad un mercato dell' handmade.. E' stata una giornata intensa ma piacevole, tutto è andato molto bene se non fosse che mi sono dimenticata a casa il box lunch e il sacchetto degli snack... una piccola tragedia!!
Per evitare che la prossima volta mi possa ricapitare una dimenticanza del genere ho pensato bene di stilare una lista completa di tutte le cose fondamentali da portare con me quando partecipo ad un mercato, ed ho deciso di condividere con voi i miei minuziosi appunti.
Creative e creativi in partenza prendete carta e penna e segnatevi tutto, perchè un mercato è un'occasione d'oro per vendere i propri prodotti, ma anche per farsi pubblicità e per divertirsi. Bisogna fare tutto al meglio e ci sono piccoli oggetti a cui uno non pensa che in realtà se a disposizione possono rivelarsi molto importanti, e altri che se assenti possono diventare una tortura, come i miei adorati snack !!!!
Per comodità ho diviso la lista in tre gruppi:
- necessario per l'allestimento
- necessario per la vendita
- necessario per la sopravvivenza


NECESSARIO PER L'ALLESTIMENTO
Per prima cosa bisogna avere le idee chiare riguardo le  dimensioni dello spazio che avremo a disposizione e  di quali attrezzature saranno già presenti, cioè comprese nella quota partecipativa, per poter stabilire come allestire la nostra esposizione al meglio delle nostre possibilità.  Prima domanda da porsi è se servirà una sedia o se sarà messa a disposizione dall'organizzazione. Spesso viene dato un tavolo, ma può essere troppo piccolo e quindi ne va portato uno in più, oppure possono essere più utili degli stand appendiabiti, questo dipende dal tipo di prodotti che venderemo. Per i prodotti più piccoli possono servire dei vassoi,  delle scatole o delle ciotole. Io ad esempio porto sempre delle vecchie valige oppure dei vecchi cassetti. In alcuni casi può servire uno specchio. Fondamentale è un telo per coprire il tavolo, meglio se è abbastanza lungo da arrivare davanti fino a terra così da nascondere sotto il tavolo quel caos di borse e scatoloni che si crea immancabilmente; io consiglio un telo di colore chiaro preferibilmente tinta unita. Molto utili possono rivelarsi delle corde, che quando possibile si possono legare qua e là per appendere in bella vista alcuni prodotti oppure un cartello con il nostro logo o delle immagini, o in certi casi delle luci. Infatti altra domanda importante da fare riguarda l'illuminazione e se necessario bisogna partire portando delle luci extra. La scelta dell'illuminazione dipende molto da dove si svolgerà l'evento, se in interno o in esterni, se durante un mercato diurno o serale. Per situazioni serali in esterni, ma anche invernali diurne che viene comunque buio presto, io consiglio i fili di luci colorate, che attirano l'attenzione dei passanti e creano una bella atmosfera.
Mettetevi nello zaino delle corde, mollette, nastro isolante, forbici e taglierino, e se portate delle lampade, mi raccomando una lampadina di scorta.
Non dimenticatevi un cartello con il vostro nome o logo, che va appeso dove possibile, l'importante che sia ben visibile.
Di fondamentale importanza è in ultimo la scelta di quali prodotti portare, che spesso sono troppi e non si sa mai cosa scegliere. Come sempre accade, le ultime cose fatte sono quelle che ci piacciono di più, e siamo portati a voler sponsorizzare solo quelle perchè ci sembra che si rappresentino meglio e siamo convinti di venderle con più facilità. Non dobbiamo però dimenticare che spesso un mercato è l'occasione giusta per incontrare gente nuova e quindi un ottimo modo per sbarazzarci di prodotti precedenti e invenduti. 
Se lavorate nell'abbigliamento mi raccomando le taglie!!!


NECESSARIO PER LA VENDITA
Prima cosa il permesso di vendita... Meglio chiedere al proprio commercialista se si hanno dubbi.
Importanti sono i biglietti da visita, che devono essere messi in bella mostra, così anche i più timidi possono essere tentati di afferrarne uno. Non dimenticatevi di inserire tutti i vostri contatti, compresa eventuale pagina FB e shop online (importantissimo!!!). Buona idea è anche mettere blocco e penna per potersi inserire nella mailinglist e ricevere comunicazione di prossime partecipazioni, uscite di nuovi prodotti ecc..ecc.. non tutti usano i social network e questo è un altro modo per rimanere in contatto con le nostre clienti.
Non dimenticatevi di partire forniti di soldi spiccioli per dare i primi resti. Se avete un credit payment system  assolutamente portatelo e mettete un cartello bene in vista che informa di questa possibilità di pagamento; ormai sempre più persone preferiscono pagare in questo modo. Il libretto per fare le ricevute bisogna sempre averlo, controllate che ci siano ancora un bel pò di pagine non utilizzate e che non manchi la carta copiativa. Fondamentale è anche un quadernetto dove annotare tutto quello che vendete e il suo prezzo.
Il mio consiglio è quello di indicare sempre in maniera chiara i prezzi, perchè non a tutti piace dover chiedere. Portate con voi dei fogli bianchi, penne e pennarelli, perche potrebbe esserci il bisogno di scrivere a chiare lettere qualcosa. Molto importante è pensare ad una soluzione veloce, economica ma carina per impacchettare in qualche modo i prodotti venduti. Qui le possibilità sono infinite. C'è chi porta addirittura dei veri e propri sacchetti della spesa, ma non tutti ne disponiamo. Io personalmente adoro e uso spesso i sacchetti del pane. Io consiglio di inserire sempre un biglietto da visita se non è già sul prodotto che stiamo vendendo, per essere in futuro di nuovo rintracciabili. Il passaparola funziona tantissimo. Non dimenticatevi quindi una pinzatrice, oppure dello scotch e magari degli adesivi, dei timbri e delle decorazioni per personalizzare il vostro packaging. I vostri clienti che si aggirano tra le bancarelle con in mano un sacchetto ben decorato che porta il vostro nome, sono una ottima pubblicità!!



Qualche semplice idea per impacchettare un prodotto venduto


NECESSARIO PER LA SOPRAVVIVENZA
Non pensiate che questo ultimo gruppo sia meno importante dei precedenti. Vi assicuro che dieci ore di mercato senza niente da mangiucchiare sono una vera tortura e la cosa può rivelarsi anche molto dispendiosa. Quindi per prima cosa non dimenticatevi mai dell'acqua e degli snack, e se necessario un sostanzioso lunch box.  Io poi vi consiglio una bella busta contenente prodotti vari per trucco e parrucco e un abito bello e profumato da indossare appena terminata la fase di allestimento. Quando il mercato sta per iniziare e tutto al vostro stand è perfettamente pronto, prendetevi cinque minuti per andare in bagno e rinfrescarvi. Portatevi sempre delle salviettine umidificate perchè un lavandino in un luogo pulito e tranquillo non sono sempre a nostra disposizione e non dimenticatevi il deodorante, spesso i mercati sono luoghi affollati dove l'aria fresca è un optional, oppure bisogna stare ore fermi sotto il sole d'estate ed è meglio tenersi sempre freschi per evitare imbarazzi. Se al contrario stiamo lavorando in inverno, consiglio sempre un maglione in più, che non si sa mai, e piedi ben caldi !!! Mi raccomando in esterni non dimenticatevi sciarpa, cappello e guanti. Ultima cosa, spazzolino e dentifricio sono fondamentali. E per ogni evenienza: cerotti, antidolorifici, specchietto, ago e filo per il rammendo improbabile.. 
Credo di non aver dimenticato niente. Se vi viene in mente qualcos'altro fatemi sapere...






Allestimento Le dernier CRI per Il circo delle pulci. ... ed era tutto magicamente chiuso in due valigie !!

lunedì 10 marzo 2014

..aspettando il film !!

Mi stavo dimenticando di ricordarvi che a fine mese uscirà il film 
YVES SAINT LAURENT diretto da Jalil Lespert con Pierre Niney e Guillaume Gallienne 



IL film è un libero adattamento dell'opera omonima di Laurence Benaim.


Sarà nelle sale dal 27 Marzo ... io andrò sicuramente a vederlo !!! 

Storia della moda. Lezione 28. YVES SAINT LAURENT quarta parte: Le collezioni



























Noi gustiamo musiche delicate, bei quadri e mille squisitezze; ma non sappiamo quanto esse sono costate, ai cratori, di insonnie, di pianti, di risa spasmodiche, orticarie, asme, epilessia, e quel terrore della morte che è la cosa peggiore di tutte, e che forse voi conoscete, signora.    
Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust

Yves Saint Laurent torna a Parigi nel 1962 e apre il suo atelier al numero 30 di Rue Spontini, al limitare del Bois de Boulogne. Alle presentazione della sua prima collezione  tutti i presenti rimangono molto colpiti dalla qualità della fattura dei suoi abiti. Le linee sono stilizzate, molto semplici e prive di fronzoli; l'idea di vestire la donna con i pantaloni solleva molte discussioni, pone immediatamente lo stilista fuori dagli schemi del momento, facendo di lui un vero e proprio rivoluzionario. Il suo desiderio era quello di dare alla donna una nuova dimensione di libertà, permettendole di poter finalmente scegliere cosa indossare. In tutta la sua carriera uguale peso per lui avranno la cura sartoriale e la voglia di sovvertire le regole. Fu il primo stilista a trasferire dal guardaroba maschile a quello femminile alcuni capi d'abbigliamento come lo smoking e il blazer.


Negli anni a seguire presenterà una via l'altra collezioni indimenticabili che faranno di lui uno degli stilisti più famosi e rivoluzionari del suo secolo; per cinquant'anni sarà il simbolo dell'eleganza e dello stile nel mondo, un esempio di innovazione nell'alta moda e nel prêt-à-porter, creatore di una casa di moda che ha segnato un pezzo di storia.

Nel 1965 dedica un'intera collezione a Mondrian ( 1872-1944 pittore olandese, importante esponente del movimento artistico De Stijl ) approfondendo il binomio arte-moda che in quegli anni non era ancora diventato un clichè da passerella colta e radical chic, ma un momento di immaginazione appassionata che poneva al centro ricerca, innovazione e un serio rischio imprenditoriale.




Nel 1967 presenta la collezione Africa dando vita a look mai visti in precedenza: estremi e visionari,  come il famoso reggiseno angolare e appuntito di rafia e lino grezzo, e i bracciali e accessori di ebano e avorio, quando le acquirenti dell'alta moda pensavano ancora al filo di perle bon ton e ai diamanti.

YSL era nato in Algeria ed era innamorato del Marocco, lui conosceva le culture etniche e sapeva, attraverso il suo i genio e la sua abilità, come adattarle al contemporaneo. Gli abiti tradizionali africani non venivano da lui smorzati  ne tantomeno addolciti per introdurli  nel look occidentale, ma al contrario venivano proposti in tutta la loro forza. Probabilmente una scelta artistica e politica allo stesso tempo; lui era in grado di guardare le diverse culture senza contemplarle ne offenderle, ma le trasportava nel proprio mondo e nel proprio immaginario esaltandole.



Nel 1976 il New York Time definisce la sua collezione Russa "rivoluzionaria e destinata a cambiare il corso della moda". Per realizzarla aveva osservato gli abiti tradizionali dei  russi  del XX secolo e i famosi balletti di Léon Bakst ( 1866-1924 scenografo, illustratore e pittore russo, divenne famoso creando le scene e i costumi per Sergej Djagilev e i suoi Balletti russi, riuscendo a coniugare la raffinatezza del simbolismo francese con la traduzione russa ) L'anno seguente viene presentata la collezione cinese che prendeva ispirazione dagli abiti cinesi imperiali. Entrambe le collezioni, opulente ed ambiziose, con il i loro colori inebrianti, furono lette come un chiaro monito politico alle grigie dittature che vigevano su entrambi i paesi e facevano appello ad un ritorno al loro passato più autentico.


 Nel 1971 presenta la collezione Forties, la prima retrospettiva completa di un periodo storico preciso, l'ormai conclamato retrò che si è economizzato nel vintage attuale. La collezione si ispirava agli '40, gli intellettuali francesi la considerarono un apologia degli anni bui del nazi-fascimo ma divenne particolarmente rilevante nella storia del costume. YSL cambiò l'atteggiamento della moda verso la storia, presentandola come interessante piattaforma di idee e rielaborazioni; era la prima volta che un couturier proponeva una riflessione distaccata e brillante sul buono che la storia del costume lasciò in quegli anni. 

 Già nel 1980 la produzione di Yves Saint Laurent è talmente ampia e significativa da meritarsi una retrospettiva al Metropolitan Museum di New York e nel 1989 il marchio entra in borsa. Dieci anni più tardi la maison viene acquistata da Francois Pinaut e divisa in due: la linea prêt-à-porter viene accorpata al Gruppo Gucci e affidata alla direzione creativa Tom Ford, mentre l'Haute Couture rimane sotto il controllo diretto di Pinault, alla condizione che Saint Laurent continui a creare e firmare tutte le collezioni. Nel 2002 la YSL Haute Couture viene chiusa definitivamente e YSL ormai anziano annuncia in una commuovente conferenza stampa che avrebbe lasciato l'alta moda. Dopo una lunga malattia si spegne a Parigi la notte del 1 giugno 2008, all'età di 71 anni. 





























Oggi la Fondation Pierre Bergé in Avenue Marceau, un tempo quartier generale dello stilista, costituisce il prolungamento della storia della Maison Saint Laurent. Dopo i lavori di ristrutturazione la Fondazione apre nel 2004. Oltre a conservare più di 5000 abiti di Haute Couture, gli accessori, gli oggetti, i disegni e i bozzetti che testimoniano i tanti anni di lavoro dello stilista, organizza mostre di moda, pittura e fotografia. 

lunedì 17 febbraio 2014

Storia della moda. Lezione 27. YVES SAINT LAURENT terza parte: L' ALBUM DA COLORARE



L'album da colorare di Gallucci Editore riassume molto bene lo spirito che ha caratterizzato la carriera di YSL. E' un viaggio giocoso e significativo tra i disegni più preziosi del mitico couturier messi a disposizione dalla fondazione Pierre Bergé-YSL di Parigi, dove è custodito tutto l'archivio della Maison.
Il volume mostra, attraverso una impaginazione ludica ma accurata, gli schizzi più rappresentativi delle collezioni che hanno fatto la storia della moda. Sfogliandolo si possono ammirare bozzetti ancora inediti e ci si può divertire a colorarli o a reinventarli. Un album adatto a tutte le età che ci aiuta a comprendere quanto fosse complessa e meravigliosa la capacità creativa di uno dei più importanti stilisti del 1900. 



Album da colorare (Coloring book) Yves Saint Laurent, Gallucci editore €12.00