venerdì 19 ottobre 2018

Lezioni di cucito dal libro della nonna 50. IL CARTAMODELLO BASE DEI PANTALONI


Per la costruzione del modello base dei pantaloni sono necessarie le seguenti misure:
circonferenza vita
circonferenza fianchi
lunghezza gamba internache va dal cavallo al fondo
lunghezza gamba esterna che va dal giro vita al fondo

Si consiglia di misurare le lunghezze indossando le scarpe usate abitualmente.
Si consiglia di aggiungere al girovita e alla circonferenza fianchi 4cm dimorbidezza
** con morbidezza si intende il margine di vestibilità, cioè un piccolo aumento delle misure, in questo caso le circonferenze, per assicurare al capo una volta indossato un margine di movimento e comodità. Il margine di vestibilità è un fattore indispensabile nella creazione di un cartamodello.
Fate attenzione a distribuire equamente tra le parti del cartamodello i centimetri del margine di vestibilità.





Costruzione della metà DAVANTI


Iniziamo disegnando un rettangolo e segnamo i quattro angoli A-B-C-D.
La larghezza A-B si calcola dividendo la circonferenza fianchi per quattro ( si lavora infatti sulla metà davanti ) e togliendo 1cm.
Per trovare la lunghezza A-C e B-D si calcola la differenza tra la misura di lunghezza gamba esterna e interna.
Scrivere su A-B linea vita, su A-C fianco, su C-D linea fianchi e su B-D centro davanti.
Dividere per 20 la misura della circonferenza fianchi e dal punto D prolungare la linea della misura ottenuta e segnare il punto E.
Trovare la metà di C-E e segnare il punto F.
Riportare la misura D-F sulla linea vita da B verso A, segnare una verticale della linea piega e prolungarla fino a raggiungere la misura della lunghezza totale della gamba, linea G-H.
Prolungare anche la linea A-C della stessa lunghezza, segnare la linea dell'orlo parallela e uguale alla linea C-E, e segnare i punti I-L e infine unire il punto L con E.
Sulla linea F-H segnare la metà più 4cm verso F tracciando la perpendicolare M-N che corrisponde alla linea del ginocchio.
Tra questa linea e quella del bacino C-D segnare a metà un'altra orizzontale P-O e rientrare ciascun punto di 2cm, segnare i punti p-o.
Dal punto C misurare 10cm verso B, trovare il punto Q e da qui segnare la linea esterna della gamba unendo Q-o-I.
Per disegnare la linea interna della gamba bisogna unire con una curva il punto E con p e questo poi con L.
** Nella realizzazione dei cartemodelli può essere di grande aiuto utilizzare dei curvilinei.
La larghezza al fondo può variare purchè sia di ugual misura da ogni parte.
Da B misurare 1/1,5cm, punto b, secondo la maggiore o minore sporgenza del ventre e segnare una curva da b in E.
Eseguire a lato della linea piega una piccola pince larga 1,5/2cm e lunga 6cm.
Calcolare un quarto della circonferenza vita + larghezza pince e riportare questa misura dal punto b verso A e trovare il punto R.
Segnare infine la curva del fianco terminando a 10/12cm sotto la vita e segnare il punto S.




Costruzione della metà DIETRO


Per prima cosa riportare le seguenti linee esattamente come sono disegnate nel cartamodello della metà davanti:
linea della vita
linea dei fianchi
linea o-p
linea dell'orlo
linea verticale della piega.
Partendo da queste uguaglianze si andrà poi a modificare le linee di contorno del davanti nel seguente modo:
Aggiungere 2cm per parte alla larghezza del fondo, la linea i-I, allungare la linea della piega di 1cm e trovare il punto h e poi unire questi tre punti.
Allo stesso modo bisogna allargare anche la linea o-p aggiungendo 2cm sul fianco e 1,5cm all'interno gamba, trovando la linea oo-pp e unire questi punti a quelli relativi del fondo.
Salire alla linea dei fianchi e allargare anche questa, di 2cm sul fianco e di 4cm dal punto E e abbassare quest'ultimo punto trovato di 1,5cm segnando il punto e che va poi unito al punto pp mediante una linea curva.
** consiglio : durante la confezione ammorbidire questo tratto con il ferro da stiro prima di cucire a macchina.
Unire il punto oo con il punto c, continuando la linea fino all'altezza della linea vita e segnare il punto r. Dal punto r misurare 2/3cm, dipende dalla rotondità del fianco,trovando così il punto rr e poi segnare la linea del fianco fino a 10/12cm dalla vita.
A questo punto possiamo togliere il cartamodello della metà davanti.
Sulla linea della vita misurare dal punto rr un quarto circonferenza vita più 2/3cm e segnare il punto U. Da questo punto segnare con una curva la linea del cavallo dietro terminando al punto e. Prolungare questa linea di 2,5cm oltra la linea della vita e unire questo punto di nuovo al punto rr del fianco. A metà della vita segnare la pince con i 2/3cm appena aggiunti, di lunghezza 8cm. 





SVILUPPO MODELLO PANTALONI

Con poche modifiche apportate soltanto alla forma e alla larghezza della gamba si può variare il modello base adattandolo alla moda del momento. Le due varianti più comuni sono i pantaloni a tubo e i pantaloni a zampa di elefante.

Pantaloni a tubo.
Se si dediserano i pantaloni dritti bisogna eliminare la linea ginocchio e la linea O-P, ricalcando come contorno la linea del rettangolo E-C-I-L. Per il dietro bisogna allargare questo rettangolo e abbassare il punto H. Se si vuole restringere il fondo bisogna togliere la misura desiderata metà per parte da I e da L terminando nei punti C ed E.

Pantaloni a zampa di elefante.
In questo caso bisogna eliminare la linea O-P ed eseguire il rientro sulla linea del ginocchio e allargare invece la misura del fondo uscendo di eguale misura da I e da L, unendo questi punti alla linea del ginocchio. In entrambi i casi il procedimento del dietro dovrà essere riportato nel davanti.

lunedì 15 ottobre 2018

Lezioni di cucito dal libro della nonna 49. 2parte. LE TIPOLOGIE DI PANTALONI

I vari modelli di pantaloni indossati in origine in occasioni specifiche attualmente dipendono molto dalla moda corrente. I diversi modelli si differenziano per la lunghezza, l'ampiezza, la silhouette, il taglio e i particolari.







venerdì 12 gennaio 2018

Storia della moda nel XX secolo. Lezione 29. PANTALONI, IL GRANDE FURTO




"Per una società la condizione della donna è la misura del suo grado di civiltà"
Karl Marx




Non vi racconterò per intero la vera e propria storia dei Pantaloni ma affronterò la ben più interessante questione dell'introduzione di questo lungamente discusso capo di abbigliamento nell'armadio di noi donne.
Per darvi un breve cenno storico introduttivo direi solamente che i pantaloni sono nati più di duemila anni fa ed erano inizialmente utilizzati dalle popolazioni nomadi delle steppe euroasiatiche, a quanto pare indossati sia da uomini che da donne. 
Sembrerebbe invece che nelle antiche società occidentali si ritenesse l'uso dei pantaloni da parte delle donna un tentativo intollerabile di appropiarsi di privilegi e prerogative squisitamente maschili e per questo motivo in Europa i pantaloni faranno ufficialmente il loro ingresso nel guardaroba femminile solo nel XX secolo. 


Fino agli inizi del 1800 l'abbigliamento femminile era infatti simbolo di una condizione che vedeva la donna appartenere all'uomo, costretta ad un' esistenza subordinata e austera. Le cose cominciarono a cambiare verso la metà del secolo quando in America si manifestarono i primi movimenti per l'emancipazione femminile. Le donne iniziarono a rivendicare il proprio ruolo sociale, il diritto al voto e il desiderio di realizzarsi nel lavoro e non solo nella famiglia, e i "calzoni" divennero il simbolo della rottura con un passato fatto di abiti tradizionali ormai scomodi e inadatti ad una quotidianeità più libera e attiva che le donne desideravano di inziare a vivere. Durante quegli anni nacque così il primo modello di pantaloni per signora, che prendevano ispirazione dall'abbigliamento tipico delle donne turche. Furono chiamarti Bloomers, dal nome dell'attivista e scrittrice americana Amelia Bloomer. Questa donna coraggiosa sperimentò in prima persona l'uso di un nuovo tipo di abito, esortando tutte le donne a imitarla, ma l'opinione pubblica reagì gridando allo scandalo. 




Gli indumenti da lei proposti erano tutto sommato pudici, una tunica al ginocchio sotto cui spuntavano ampi pantaloni allacciati alle caviglie, ma non riuscirono comunque ad affermarsi davvero in Europa, dove le donne più coraggiose che osavano indossarli erano bersagli di insulti anche pesanti. L'abito della Bloomer venne accusato di attaccare le basi della società; i giornali satirici si riempirono di vignette in cui donne in pantaloni comandavano a bacchetta uomini in abito lungo. Chiaramente escluse dalle chiese le sostenitrici della riforma dell'abbigliamento dovettero aspettare ben due generazioni per riuscire ad essere accettate. L'attentato alla moda contemporanea si rivelò così un fallimento perchè troppo prematuro.
In Europa i pantaloni non furono quindi inzialmente tollerati tranne nel caso di donne che facessero un mestiere da uomo. In Inghiltera le attività di estrazione erano all'epoca abbondanti e ben pagate, donne forti e intelligenti non esitarono a scandalizzare il perbenismo vestendosi da uomo e affrontando mansioni molto faticose ma assai redditizie. Le ragazze che scavavano nelle miniere di Carbone di Wigan furono le prime ad indossare i pantaloni per compiere il loro pericoloso e sporco lavoro, affiancate dalle cercatrici d'oro e dalle mandriane dei ranch in America.
Sarà il successo di massa dello sport e delle attività fisiche, come l'alpinismo o il ciclismo, a riuscire ad addolcire le norme proibizioniste allargando definitivamente l'uso dei pantaloni nella ricerca di maggiore comodità e naturalezza. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento lo sport diventò attività comune, insieme a viaggi e vacanze, richiedendo indumenti adatti alle situazioni in cui il corpo si doveva muovere liberamente e chiaramente i pantaloni erano l'abbigliamento ideale.
Arrivarono poi gli anni '30 e alcune celebrici attrici iniziarono ad indossare volentieri i pantaloni democratizzando così, se pur lentamente, un capo maschile anche per le donne ordinarie. Tra tutte Marlene Dietrich impose l'immagine di una donna androgina, sensuale e sfacciata. Un aneddoto curioso racconta che nel 1931 il sindaco di Parigi chiese alla famosa attrice di lasciare immediatamente la città dopo che fu vista passeggiare per le strade del centro in abiti maschili.



Ci vollero però i due terribili conflitti mondiali per rendere i pantaloni un'abitudine. Mentre gli uomini erano al fronte la popolazione femminile fu chiamata a sostituirli al lavoro nelle fabbriche, nei campi, negli uffici e negli ospedali e nel dopoguerra i pantaloni diventarono un capo di tendenza accettato anche per il giardinaggio, la spiaggia e altre attività di piacere. Insomma fu un percorso lento fatto di piccole conquiste ma quando si arrivò, esattamente cento anni dopo i primi movimenti femministi americani, a riconoscere l'uso dei pantaloni per la donna senza pregiudizi e accettandoli per ogni occasione, questo influenzò profondamente la mentalità femminile.
Verso la metà degli anni Sessanta circa il 50 per cento delle signorine e signore inglesi, ma anche di quelle francesi, indossava i pantaloni. La marcia trionfale dei pantaloni procedette quindi a rilento quanto l'emancipazione. Concluderei questo post citando una legge in vigore in Francia nel 1800 per la quale chi voleva vestirsi come un uomo doveva presentarsi alla stazione di polizia e chiedere personalmente l'autorizzazione e ricorderei a tutte che una legge che vieta l'uso di indossare i pantaloni alle donne, in quanto ritenuti un capo d'abbigliamento indecente, è ancora valida in Sudan, dove la colpevole viene punita con quarante colpi di frusta. 













LIBRI

Pantaloni & co collana"Il novecento, storie di moda" Vittoria de Buzzaccarini, Zanfi Editori

Women in Pants: Manly Maidens, Cowgirls, and Other Renegade
Catherine Smith e Cynthia Greig
Traces the history of the tradition of women wearing pants, providing accounts and photographs from the 1850s to the 1920s.


giovedì 11 gennaio 2018

SMACCHIARE le vacanze di Natale


Tra pochi giorni tutti noi ci siederemo ad un tavolo imbandito per festeggiare il Natale, ci saranno molti parenti e amici e ci vesteremo un pò più carini del solito per presentarci alla zia lontana o alla nonna che non vediamo mai. I pranzi e le cene saranno abbondanti, passeremo ore e ore seduti al tavolo. Troppo spesso però in queste occasioni finisce che ci macchiamo la camicia o il vestito preferito e quando torniamo a casa li portiamo in lavanderia e se non sparisce tutto perfettamente li riponiamo senza speranze in un angolo buio dell'armadio ormai inutilizzabili..Uno dei peggiori nemici delle macchie è il tempo, più invecchiano e più difficile sarà rimuoverle. Meglio agire nel giro di 24 ore e infine fare il lavaggio vero e proprio. Ecco perchè ho ripreso in mano un piccolo libricino, che portavo sempre con me quando lavoravo come costumista e dovevo essere pronta a risolvere qualsiasi imprevisto prima di ogni ciak, e vorrei darvi alcuni consigli in caso di macchie natalizie.
La smacchiatura va fatta prima del lavaggio vero e proprio ma si devono conoscere la giuste tecniche e i materiali adatti da utilizzare.
Per eliminare una macchia bisogna:
-scegliere lo smacchiatore adatto in base al tipo di tessuto, al suo colore e alla natura della macchia
-togliere ogni prodotto che utiliziamo con acqua abbondante prima di utilizzarne un altro
-risciacquare con cura se si utilizza ammoniaca, acqua ossigenata, acido borico o perborato, prima di riindossare il capo.
- la macchia deve sempre essere tamponata, mai sfregata e trattata dal rovescio.
Vi consiglio di creare da voi un tampone, prendendo un tessuto bianco di cotone grande circa 25 x 25cm e posizionando al centro un batuffolo di cotone, pressarlo e chiudere il sacchetto con un laccetto.

GLI SMACCHIATORI
Aceto fissa e rinforza i colori
Acetone toglie smalti e vernici
Acido Borico ammorbidisce le macchie vecchie
Acqua ossigenata schiarisce i colori
Alcool scioglie colori vegetali e animali
Ammoniaca smacchia e rinforza i colori
Benzina scioglie le sostanze grasse
Candeggina è un decolorante e va usata sempre diluita
Glicerina scoglie i grassi minerali
Talco assorbe l'unto
Trielina scoglie i grassi


MACCHIA DI CAFFE'
Se la macchia è ancora umida, rimuovetela con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua minerale gassata
Se la macchia è asciutta, toglietela tamponandola con la glicerina e poi passatela con acqua e ammoniaca.

MACCHIA DI CERA
Prima raschiate la macchia con il coltello poi prendete due fogli di carta assorbente e ponetene uno sotto e uno sopra la macchia e passate il ferro da stiro caldo. Se la macchia persiste tamponatela con acqua ossigenata a 12 volumi.

MACCHIA DI CIOCCOLATO
Se la macchia si è essicata, strofinatela con una pezza imbevuta di una soluzione di acqua e acido borico. Se la macchia è più recente passate la parte sporca con una pezza imbevuta di acqua tiepida e detersivo. Utilizzate una pezza che sia della stessa tinta del capo da smacchiare.
MACCHIA DI LIQUORE
Tamponate la macchia con cotone imbevuto di alcool a 90° e lavate con acqua e detersivo. Se la macchia è asciutta va inumidita con lo stesso liquore che l'ha prodotta e risciacquatela in acqua fredda.
MACCHIA DI MARMELLATA
Se la macchia è fresca usate acqua tiepida e sapone di Marsiglia. Se la macchia è essicata immergete il capo in una soluzione di acqua e acido borico e poi sciacquate.
MACCHIA DI OLIO E POMODORO
Prima del lavaggio normale in lavatrice, cospargete di talco e spazzolate. Per tessuti delicati tamponate con la triellina.

MACCHIA DI ROSSETTO
Sgrassate la macchia con un batuffolo di cotone imbevuto di trielina. Se il capo è di cotone tamponatelo con candeggina diluita in abbondante acqua; se il capo è di seta usate una soluzione di acqua ossigenata e acqua in parti uguali.

MACCHIA DI TE'
Se la macchia è recente, tamponate con cotone idrofilo imbevuto di acqua e acido borico (acqua borica). Se la macchia è vecchia va trattata prima con la glicerina e poi si tampona ugualmente con acqua e acido borico.
MACCHIA DI UOVO
I tessuti di cotone vanno immersi in una bacinella di acqua fredda con aggiunta di 2 bicchieri di acqua ossigenata. I tessuti colorati di lana e seta vanno immersi in una soluzione di acqua tiepida e ammoniaca nella proporzione di 2 cucchiai per litro di acqua.

Per tutti coloro che preferiscono utilizzare solo rimedi naturali, quindi niente smacchiatori, consiglio di guardare questo sito e cercare qui tutti i consigli utili per eliminare le vostre macchie. http://vivereverde.blogspot.com/