lunedì 19 gennaio 2015

Storia della moda nel XX secolo. Lezione 35.I costumi di Milena Canonero

Il 15 Gennaio sono state annunciate le nomination per gli 87esimi Academy Awards ed il film di Wes Anderson The Grand Budapest Hotel ha ottenuto ben 9 candidature, tra cui quella per i costumi realizzati dalla designer italiana Milena Canonero.Al famoso regista americano Wes Anderson, ai suoi bellissimi film e al suo stile impeccabile ed inconfondibile dedicherò presto un post lungo e dettagliato, quest'oggi vorrei raccontarvi brevemente chi è Milena Canonero e in quali indimenticabili film abbiamo già ammirato, forse senza saperlo, i suoi splendidi costumi.  Milena Canonero nasce a Torino nel 1946.Ad oggi ha già vinto ben tre premi oscar: Nel 1975 per Barry Lindon di Stanley Kubrick, nel 1981 per Momenti di gloria di Hugh Hudson e nel 2006 per Maria Antonietta di Sofia Coppola.Dopo aver studiato a Genova arte e storia del costume si trasferisce a Londra attratta come molti ragazzi della sua generazione dal richiamo della creativa città inglese e qui inizia ben presto a lavorare per il cinema.Le caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il suo lavoro sono perfezionismo, gusto iperrealista e ossessione per il dettaglio. I suoi costumi sono frutto di minuziose ricerche iconografiche, e quel che li rende sempre speciali è la capacità di saper mescolare genialmente diversi contesti e epoche, come ad esempio nel film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick dove unì tipici elementi distintivi del periodo edoardiano  a materiali acrilici ultramoderni; indimenticabile la classica bombetta dell'establishment britannico indossata dal capo di una violentissima gang di strada.





Con Barry Lindon vinse nel 1975 il suo primo premio oscar. Le scene e i costumi vennero ricavati da quadri, stampe e disegni d'epoca. E' ritenuto uno dei risultati più eclatanti di tutta la costumistica cinematografica. "La perfezione di questo film, passato alla storia per il maniacale gusto del dettaglio che lo pervade, in ogni aspetto della sua realizzazione, dalla fotografia al costume, dalla musica alla recitazione degli attori, esalta l'intervento della Canonero (qui affiancata da Ulla-Britt Soderlund): non è fuor di luogo affermare che ci troviamo dinanzi ad uno degli esiti più alti della storia del costume cinematografico". Stefano Masi, 'Costumisti e scenografi del cinema italiano', Lanterna magica, L'Aquila 1990 (continua a leggere l'approfondimento: http://bit.ly/1BIq7ih).





Con Kubrick lavorò anche sul set di Shining.






Con Momenti di Gloria nel 1981 vinse il suo secondo premio oscar. Qui  seppe reinventare, con precisione e fantasia, l'eleganza dandy delle tenute sportive inglesi del primo Novecento.





Nel 1984 realizzò i costumi per  Francis Ford Coppola  nel film Cotton Club.  Qui dovette ricreare il modo di vestire degli abitanti della Harlem anni Venti e Trenta, offrendone una raffigurazione variopinta e fantasiosa, sempre nel rispetto di un'attenta ricostruzione storica.





Nel 1985 lavorò con Sidney Pollack alla realizzazione di La mia Africa, nel quale, ricostruendo lo stile dei coloni europei in Kenya, riuscì a fare sì che i personaggi venissero raccontati anche attraverso i loro abiti: in particolare quelli disegnati per Meryl Streep assemblavano con originale libertà elementi militareschi e di alta moda.




In ultimo non si può non citare il mitico film di Sofia Coppola Marie Antoinette, con il quale nel 2006 la Cornero vinse la sua terza statuetta, film tanto atteso e poi altrettanto discusso, ammirato da alcuni ma ritenuto insopportabile da molti altri, una rilettura in chiave pop della vita di corte della regina Maria Antonietta sposa del re di Francia Luigi XVI.Tecnicamente il film è impeccabile, scenografie, costumi e fotografia sono veramente di altissimo livello, a questo si deve aggiungere una cura quasi maniacale per le inquadrature ed una colonna sonora bellissima. In questo film i costumi hanno assunto un valore e un'importanza del tutto particolari poiché, oltre a contestualizzare la scena e ricreare l’ambientazione storica, hanno collaborato a definire il profilo dei personaggi principali; i costumi  non hanno avuto la funzione di riprodurre in maniera mimetica le fogge e il gusto del tardo Settecento, ma hanno dato una loro interpretazione dell'epoca traendo ispirazione da diverse fonti iconografiche e musicali.




Dal 17 Gennaio al 22 Marzo 2015 se siete o passate da Roma non potete perdervi la mostra a Palazzo Braschi " I vestiti dei Sogni" un secolo di lavoro dei costumisti italiani nei capolavori del cinema. Oltre ai costumi della Canonero si potranno ammirare quelli di Piero Tosi, Danilo Donati, Gabriella Pescucci e molti altri.

http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/i_vestiti_dei_sogni


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