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giovedì 11 gennaio 2018

Storia della moda nel XX secolo. Lezione 14. EDITH HEAD. La costumista delle grandi dive

Audrey Hepburn in Vacanze romane

Audrey Hepburn in Sabrina

Edith Head nasce a San Bernardino il 28 Ottobre 1897.
Nel 1923, pur non avendo alcuna esperienza nel settore, decide di rispondere ad un annuncio pubblicitario della Paramount Pictures che cercava lavoratori per il reparto costumi. Iniziò quindi come assistente di Travis Banton* disegnando costumi per i film muti; le venivano affidati i lavori più piccoli, per le attrici giovani e meno conosciute. La sua carriera alla Paramount durò ben 44 anni e nel 1967 si trasferì alla Universal. Lavorò in tutto sul set di oltre 400 film e vinse 8 premi Oscar.
Negli anni Trenta era già diventata una delle costumiste più affermate, ma furono gli anni Cinquanta e i suoi abiti realizzati per le grandi dive di quegli anni a consolidare il suo successo e a rendere i suoi abiti simbolo di una eleganza senza tempo.
Particolarmente stretto fu il sodalizio con Audrey Hepburn e incredibile fu l’impatto che ebbe lo stile inventato per l’attrice in Vacanze Romane sulla moda dell’epoca. In Colazione da Tiffany collaborò con lo stilista Hubert de Givenchy nella creazione del guardaroba dell’attrice.Lavorò per quasi tutte le pellicole di Hitchcock; indimenticabile Grace Kelly in La finestra sul cortile.

La finestra sul cortile

L'ereditiera

Caccia al ladro di Alfred Hitchcock con Grace Kelly e Cary Grant

Vinse l’Oscar nei seguenti film:
- L’ereditiera 1949
- Sansone contro Dalila 1951
- Eva contro Eva 1951
- Un posto al sole 1952
- Vacanze romane 1954
- Sabrina 1955
- Un adulterio difficile 1961
- La stangata 1974


Tondi occhiali da sole sempre indosso per essere imperscrutabile.
Completi eleganti e seriosi anche nei colori. Edith Head sapeva di non essere una donna attraente e ha scelto per sé un'immagine asutera e impeccabile.


Gloria Swanson in Viale del tramonto, 1950

Un posto al sole

* Travis Banton ha rivestito il ruolo di costumista per numerosi progetti cinematografici. Tra le sue creazioni più popolari, i costumi di: Il caso Paradine, Serenata a Vallechiara e Il dottor Jekyll.

Per chi vuole saperne di più:
EDITH HEAD'S HOLLYWOOD di Paddy Calistro e Edith Head
Edizioni Angel City Press (lingua inglese) € 18.60



lunedì 19 gennaio 2015

Storia della moda nel XX secolo. Lezione 35.I costumi di Milena Canonero

Il 15 Gennaio sono state annunciate le nomination per gli 87esimi Academy Awards ed il film di Wes Anderson The Grand Budapest Hotel ha ottenuto ben 9 candidature, tra cui quella per i costumi realizzati dalla designer italiana Milena Canonero.Al famoso regista americano Wes Anderson, ai suoi bellissimi film e al suo stile impeccabile ed inconfondibile dedicherò presto un post lungo e dettagliato, quest'oggi vorrei raccontarvi brevemente chi è Milena Canonero e in quali indimenticabili film abbiamo già ammirato, forse senza saperlo, i suoi splendidi costumi.  Milena Canonero nasce a Torino nel 1946.Ad oggi ha già vinto ben tre premi oscar: Nel 1975 per Barry Lindon di Stanley Kubrick, nel 1981 per Momenti di gloria di Hugh Hudson e nel 2006 per Maria Antonietta di Sofia Coppola.Dopo aver studiato a Genova arte e storia del costume si trasferisce a Londra attratta come molti ragazzi della sua generazione dal richiamo della creativa città inglese e qui inizia ben presto a lavorare per il cinema.Le caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il suo lavoro sono perfezionismo, gusto iperrealista e ossessione per il dettaglio. I suoi costumi sono frutto di minuziose ricerche iconografiche, e quel che li rende sempre speciali è la capacità di saper mescolare genialmente diversi contesti e epoche, come ad esempio nel film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick dove unì tipici elementi distintivi del periodo edoardiano  a materiali acrilici ultramoderni; indimenticabile la classica bombetta dell'establishment britannico indossata dal capo di una violentissima gang di strada.





Con Barry Lindon vinse nel 1975 il suo primo premio oscar. Le scene e i costumi vennero ricavati da quadri, stampe e disegni d'epoca. E' ritenuto uno dei risultati più eclatanti di tutta la costumistica cinematografica. "La perfezione di questo film, passato alla storia per il maniacale gusto del dettaglio che lo pervade, in ogni aspetto della sua realizzazione, dalla fotografia al costume, dalla musica alla recitazione degli attori, esalta l'intervento della Canonero (qui affiancata da Ulla-Britt Soderlund): non è fuor di luogo affermare che ci troviamo dinanzi ad uno degli esiti più alti della storia del costume cinematografico". Stefano Masi, 'Costumisti e scenografi del cinema italiano', Lanterna magica, L'Aquila 1990 (continua a leggere l'approfondimento: http://bit.ly/1BIq7ih).





Con Kubrick lavorò anche sul set di Shining.






Con Momenti di Gloria nel 1981 vinse il suo secondo premio oscar. Qui  seppe reinventare, con precisione e fantasia, l'eleganza dandy delle tenute sportive inglesi del primo Novecento.





Nel 1984 realizzò i costumi per  Francis Ford Coppola  nel film Cotton Club.  Qui dovette ricreare il modo di vestire degli abitanti della Harlem anni Venti e Trenta, offrendone una raffigurazione variopinta e fantasiosa, sempre nel rispetto di un'attenta ricostruzione storica.





Nel 1985 lavorò con Sidney Pollack alla realizzazione di La mia Africa, nel quale, ricostruendo lo stile dei coloni europei in Kenya, riuscì a fare sì che i personaggi venissero raccontati anche attraverso i loro abiti: in particolare quelli disegnati per Meryl Streep assemblavano con originale libertà elementi militareschi e di alta moda.




In ultimo non si può non citare il mitico film di Sofia Coppola Marie Antoinette, con il quale nel 2006 la Cornero vinse la sua terza statuetta, film tanto atteso e poi altrettanto discusso, ammirato da alcuni ma ritenuto insopportabile da molti altri, una rilettura in chiave pop della vita di corte della regina Maria Antonietta sposa del re di Francia Luigi XVI.Tecnicamente il film è impeccabile, scenografie, costumi e fotografia sono veramente di altissimo livello, a questo si deve aggiungere una cura quasi maniacale per le inquadrature ed una colonna sonora bellissima. In questo film i costumi hanno assunto un valore e un'importanza del tutto particolari poiché, oltre a contestualizzare la scena e ricreare l’ambientazione storica, hanno collaborato a definire il profilo dei personaggi principali; i costumi  non hanno avuto la funzione di riprodurre in maniera mimetica le fogge e il gusto del tardo Settecento, ma hanno dato una loro interpretazione dell'epoca traendo ispirazione da diverse fonti iconografiche e musicali.




Dal 17 Gennaio al 22 Marzo 2015 se siete o passate da Roma non potete perdervi la mostra a Palazzo Braschi " I vestiti dei Sogni" un secolo di lavoro dei costumisti italiani nei capolavori del cinema. Oltre ai costumi della Canonero si potranno ammirare quelli di Piero Tosi, Danilo Donati, Gabriella Pescucci e molti altri.

http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/i_vestiti_dei_sogni